Achel Bruin: Elegante e selvaggia

La Bruin dei monaci trappisti di Achel è una birra maestosa, la cui storia affonda le radici fin nel 1648, quando alcuni religiosi olandesi costruirono una cappella nel luogo dove poi sarebbe sorto quello che ancora oggi è il monastero di Notre-Dame de Saint-Benoit, nella cittadina ai confini delle Fiandre.

Appena versata nel bicchiere, questa Dubbel impressiona con un elegante abito bruno dalle sfumature rossastre, sormontato poi da un cappello di schiuma beige compatto e mediamente persistente. Prima ancora di assaggiarla, già all’olfatto si percepisce il grado alcolico importante (8%), senza che però questo sentore pungente copra il resto degli aromi fruttati e floreali che compongono il bouquet della birra. Al primo assaggio, poi, sprigiona in bocca tutta la sua potenza: ad un lieve retrogusto secco fa da controparte un turbinio di sapori dolci e speziati (con punte di miele e caramello), scatenando una danza frenetica sulle papille gustative.

La Achel Bruin è una birra barbara e maestosa, elegante e selvaggia: tutti elementi riscontrabili anche nella vasta produzione artistica di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. 

Tra tutte le sue opere, però, forse una più di tutte può essere accostata a questa birra, per le gradazioni di colore e per la sua complessità: Le sette opere di misericordia. Questo dipinto, conservato nel Pio Monte della Misericordia a Napoli, colpisce immediatamente lo spettatore per il gran numero di personaggi che movimentano la scena, senza che vi sia un vero protagonista se non l’opera stessa. Nel ritmo serrato impresso sulla tela, prendono forma le opere di misericordia corporali rappresentate dal Merisi, senza che queste prevalgano l’una sull’altra, ma dando un uguale contributo a creare un’opera densa e complessa, che può essere ammirata nella sua ricchezza solo meditandoci sopra.

Così anche la Achel Bruin è una bevanda che va gustata con la consapevolezza di ciò che questa birra è: ricca, corposa e assolutamente piacevole, oltre ad essere particolarmente indicata per adempiere ad una delle opere di misericordia raffigurate dal Caravaggio: dare da bere agli assetati.

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