Babylone: una bitter belgo-mesopotamica

Il Brussels Beer Project nasce nel 2013 con l’esplicito intento di creare delle birre giovani e vibranti che portino il panorama brassicolo belga fuori dal medioevo (parole loro), rivisitando i classici stili in una chiave cosmopolita e contemporanea, come Bruxelles stessa. Tra le loro creazioni troviamo la Babylone, bitter dal colore ambrato, che nel nome e negli ingredienti richiama le tecniche di fermentazione dei popoli della Mesopotamia ed al tempo stesso rappresenta il contributo concreto del birrificio ad un problema che affligge il Belgio e non solo: lo spreco alimentare. Questa birra, infatti, viene prodotta rimpiazzando parte del malto con il pane fresco rimasto invenduto nella città di Bruxelles, che altrimenti andrebbe buttato, dando un tocco tostato alla bevuta che si snoda tra le note di caramello e di malto, nell’onnipresenza dell’amaro profondo ed aromatico del luppolo. La gradazione alcolica del 7% passa abbastanza inosservata in questa birra molto beverina e piacevole.

La Babylone, come il suo birrificio, è fresca, dinamica e, perché no, anche un pò sfrontata. Ottima da bere in compagnia di Caparezza e del suo Museica, in un’accoppiata vincente che mette in mostra tutte le caratteristiche di questa birra. Per chiunque non apprezzi le canzoni del cantante pugliese, non temete, la Babylone si presta eccellentemente anche ad una bevuta tra amici o ad una serata romantica, in cui magari usarla come aggancio per iniziare a snocciolare le vostre nozioni sulla birra babilonese. Ah, già che ci siete non dimenticate di aggiungere che questa birra è stata anche portata ad Expo 2015.

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