Larixbier: l’importanza di lasciarsi stupire

La Larixbier rientra nella gamma delle birre tradizionali prodotte dal Birra di Fiemme. Questa Marzen deve il suo nome al larice, una conifera molto diffusa nelle vallate trentine e che produce pigne rossastre. Proprio il colore dei frutti di questi alberi richiama fortemente quello della nostra birra, che si presenta al bicchiere vestendo un abito di un limpido colore rosso ramato, sotto uno strato aderente di schiuma color crema. Questa birra si presenta all’olfatto con un invitante bouquet di sentori maltati, così come al palato alterna i gusti dolci del caramello, a quelli amari del caffè, senza mai far pesare la sua gradazione alcolica (5,6%), ma anzi, lasciandola in disparte, mantenendo così una bevuta sostanziosa ma fluida allo stesso tempo.

La Larixbier, quindi, si presenta come una birra molto beverina, nonostante l’importanza del suo corpo, proprio come un saggio filosofico carico di concetti ma reso incredibilmente leggero da chi l’ha scritto. Il caso in questione è “La libertà e i suoi vincoli” di Giulio Giorello. In questo libro, l’autore ripercorre le tappe che dagli antichi egizi al pensiero contemporaneo vanno a comporre il concetto di libertà come il risultato di una sapiente organizzazione dei vincoli della vita umana, visti non più come ostacoli, ma come rampe di lancio per la vita. Immergendosi nella lettura di questo testo, come nella bevuta della Larixbier, veniamo trascinati da concetti e sapori tanto caratteristici quanto piacevolmente leggeri, resi tali dall’abile penna del filosofo e dalla sapiente mano del mastro birraio, che riescono a far fluire la loro arte in chi vi si approccia.

Sia la Larixbier, che il libro di Giorello, sono assolutamente consigliati per chiunque, unico prerequisito: la volontà di lasciarsi stupire.

Total
0
Shares
Related Posts