Oppale: fiera di essere genuina

La Oppale si presenta come una delle produzioni facenti parte del variegato mondo del birrificio 32 via dei birrai. Portante un abito dorato ed opalescente sotto un cappello di schiuma compatta, con i suoi 5,5 gradi alcolici ed il suo sapore luppolato, si presenta come una birra adatta sia ai bevitori occasionali, sia agli assaggiatori più perseveranti. La sua ricetta infatti non presenta particolari spezie e il birrificio di Pederobba (Treviso) affida i sapori di questa sua creatura ad una selezione di luppoli nobili che si fanno strada sulla lingua di chi la beve.

Ad una prima analisi, la Oppale può risultare una birra incredibilmente umile, come un dipinto realista, tanto sobrio da essere disarmante. Ma proprio in questa sua apparente semplicità, risiede la sua grandezza. 

La Oppale, in particolare, si traduce alla lettera con il dipinto del Pagliaio, di Giovanni Fattori, che richiama sia il colore di questa birra con il giallo luminoso della paglia, sia quello della sua etichetta, con il verde della vegetazione che qua e là completa il panorama.

In quest’opera, il pittore macchiaiolo livornese sembra dipingere solo uno statico scorcio di campagna, senza personaggi o azioni che ne catalizzino la scena; ma in questa illusoria monotonia, Fattori riesce ad imprimere la forza e l’emozione della natura in uno stato di frizzante attesa, lasciando l’osservatore sospeso tra i tratti di pittura.

L’Oppale, come l’opera di Fattori, non si affida a particolarità estrose e appariscenti, ma va fiera della sua genuinità. Fatta con ingredienti semplici, trae proprio da questi il suo sapore, caratterizzato da tratti dolci e fruttati che si tramutano presto nell’amaro aromatico del luppolo.

Così come per il Realismo dei macchiaioli italiani, anche per la Oppale, dunque, il tratto distintivo comune diventa una sana lotta alla complessità, dove lo sguardo del pittore si traduce in immagine e la mano del mastro birraio in sapore.

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