Decreto ristori bis: ossigeno per i birrifici italiani?

In questo momento di crisi per la birra artigianale italiana, in cui birrifici e birrerie si aggrappano ai pochi spiragli lasciati dal Covid, il Decreto Ristori promulgato dal governo il 27 ottobre 2020 ha rappresentato un duro colpo al settore, dimenticato dal testo.

Le varie associazioni (tra cui AssoBirra e Unionbirrai, di cui abbiamo riportato le parole negli scorsi giorni) avevano subito espresso il loro disappunto e la loro volontà di intavolare con le figure di riferimento dei tavoli di confronto. Parole che, a quanto sembra, non sono passate inosservate in quel di Roma.

Tra il 6 ed il 7 novembre 2020, è stato approvato infatti il Decreto Ristori Bis, che prevede un allargamento degli aiuti economici per quelle imprese stanziate nelle regioni arancioni e rosse, oltre allo stanziamento di € 340 milioni volti all’esonero (per il mese di dicembre) del versamento dei contributi previdenziali da parte dei birrifici di tutta Italia, insieme alle altre imprese che lavorano nelle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura.

Intanto Unionbirrai annuncia sui suoi canali social che, dopo una settimana di lavoro, si è ufficialmente aperto un tavolo di discussione con i ministeri di competenza, allo scopo di salvaguardare gli interessi del mondo della birra artigianale italiana.

Per rispondere alla domanda del titolo, possiamo dire che si, questo nuovo Decreto rappresenta una boccata di ossigeno per i birrifici del nostro paese. Una boccata, non certo una sana passeggiata in cui respirare a pieni polmoni, ma tant’è. 

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