La birra dell’Oktoberfest nell’accordo Cina-UE contro i falsi

Con un patto storico, il vecchio continente e la super-potenza asiatica si sono accordati per salvaguardare i rispettivi prodotti dalla contraffazione, con 100 beni ad Indicazione Geografica Protetta (IGP) che saranno esportati e tutelati in Cina, mentre ad altrettanti articoli del dragone in Europa sarà conferito proprio il marchio IGP. 

Grazie a questo accordo, i beni d’indicazione geografica protetta di entrambe le parti in causa saranno salvaguardati nei rispettivi mercati, con i consumatori che potranno comperare prodotti locali autentici (perlopiù agroalimentari) dell’altra parte del mondo.

Tra i beni del nostro continente che saranno commerciati in Cina troviamo spumante spagnolo, champagne francese, feta greca, whiskey irlandese e birra tedesca. Per l’esattezza stiamo parlando della famiglia delle Münchener Bier, tipico stile bavarese che si guadagna il nome di IGP per il fatto che è prodotto con acqua proveniente da fonti situate nella profondità delle rocce di ardesia su cui sorge la città di Monaco. La Münchener è una denominazione di origine protetta che comprende le produzioni di nomi come Paulaner, Spaten, Hofbräu,Hacker-Pschorr,  Augustiner e Löwenbräu, autorizzati a produrre quelle birre che ogni anno (o quasi, vero Covid?) attirano in media 6 milioni di persone al celeberrimo Oktoberfest bavarese.

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