Peroni ferma la produzione della friulana Dormisch

Sono passati tre anni da quando la Peroni aveva programmato il rilancio della Dormisch, antica birra nata nei pressi di Udine nel 1881. Questo marchio, in realtà, fa parte di Birra Peroni dal 1953, ma solo nel 2017 il gruppo decide di scommettere sulla riscoperta dell’etichetta friulana per cavalcare l’onda di consumi più accorti e consapevoli nei confronti della territorialità e dell’origine dei prodotti. Ad oggi, però, il grande gruppo italiano (controllato dai giapponesi di Asahi Breweries) sembra aver cambiato idea, bloccando in maniera definitiva la produzione della Dormisch. Tra i motivi che avrebbero portato a questa scelta ci sarebbero i numeri troppo bassi per poter pensare di tenere in vita questa costola, anche se dagli stabilimenti non filtrano risposte ufficiali. 

Nella storia della Dormisch c’è anche un cambio di sede, passando da Udine a Padova, ma, nonostante questo, l’etichetta nata friulana è sempre rimasta tale, utilizzando fieramente quasi 1500 tonnellate d’orzo della sua regione d’origine e (senza neanche sforzare troppo la fantasia) le maglie di Di Natale appese anche nello stabilimento padovano. Una friulanità che è stata appoggiata fortemente anche dal comune di Udine e dalla Regione, ai tempi della scelta del rilancio. 

La Dormisch è stata uno dei motivi d’orgoglio per i friulani, nonché un loro vantaggio economico non indifferente, dovendo garantire un’importante rifornimento di orzo per la produzione della loro birra.

La forza di una regione e gli incitamenti pubblici delle alte cariche politiche friulane, però, non è bastato per evitare che una bella realtà storica italiana si spegnesse sotto il peso schiacciante dei numeri. 

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