Achel non è più una birra Trappista

La notizia aveva già iniziato a circolare con sempre più insistenza nell’ambiente internazionale, fino a trovare conferma in questi giorni: il birrificio belga Achel non potrà più fregiarsi dello status di Birra Trappista. Come riportato dall’agenzia di media belga-olandese Mediahuis, su stessa ammissione di padre Nathanaël Koninkx, abate di Westmalle, tra le mura dell’abbazia di San Benedetto di Hamont-Achel non c’è più una comunità monastica che possa supervisionare alla produzione di birra.

Per quanto la Achel sia ancora prodotta tra le mura della propria abbazia e la maggior parte dei guadagni sia devoluta in beneficienza, da ormai qualche mese gli ultimi monaci rimasti si sono trasferiti all’abbazia di Westmalle. È così che la produzione della birra da parte dei monaci o la loro supervisione ad essa, una delle 3 caratteristiche insindacabili per poter ottenere il marchio di Authentic Trappist Product, viene meno (le altre sono proprio il luogo di produzione interno all’abbazia e l’assenza di fini di lucro), lasciando le birre trappiste in 11. 

L’assenza del logo trappista sulle etichette sarà però l’unica cosa che cambierà per le 4 birre di Achel, dato che gli stessi monaci di Westmalle (anche questo è un birrificio trappista) sono coinvolti nella produzione delle Achel e questo fa pensare che la situazione possa variare nuovamente. 

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