Dry Ireland: cos’è il progetto anti-covid di Dublino

L’Irlanda è attualmente tra i paesi più colpiti dal Covid, tanto che si parla di una terza ondata già presente. Per combattere quest’emergenza, il governo di Dublino ha lanciato il progetto “Dry Ireland”, un progetto che prevede la chiusura totale di pub e birrerie e che va a sommarsi alle rigorose misure di Livello 5 già messe in atto nel paese allo scopo di contenere il più possibile i contagi. 

Tutti gli addetti ai lavori, dai piccoli publican ai grossi fornitori, che hanno aderito al diktat del governo, hanno smesso di vendere birra d’asporto (i primi) e di rifornire le spine dei locali (i secondi), con buona pace di chi ha deciso di continuare a rimanere attivo, seppur con dei rifornimenti che stanno diventando sempre più scarsi.

In questo “proibizionismo consapevole”, il capo del governo di Dublino Micheal Martin ha annunciato che la situazione potrebbe protrarsi fino a metà maggio, o peggio fino all’estate. “La trasmissione (del virus, nda) è troppo alta al momento” afferma Martin, “i numeri sono ancora troppo alti e dobbiamo ridurli”. 

Pur riconoscendo la necessità di queste restrizioni, la Restaurants Association of Ireland ha comunque chiesto un aumento degli aiuti economici statali garantiti al settore dal Covid Restrictions Supports Scheme, che attualmente ammontano fino ad un massimo di 5.000€ a settimana. 

Il progetto Dry Ireland sta davvero lasciando a secco il paese, che dovrà anche guardarsi dal rischio di “taverne” illegali.

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