Il test di Budweiser lancia la guida autonoma per la birra europea

Era il 2016 quando l’azienda di automezzi pesanti Otto stringeva un accordo sperimentale con Budweiser, il gigante birrario del Missouri, per testare il trasporto di birra attraverso camion a guida autonoma. 

Già allora il risultato era stato positivo, con 50.000 lattine trasportate per 160 km in cui l’autista (che ha guidato il mezzo nella tratta iniziale e in quella finale del percorso) ha “semplicemente” vegliato sulla corretta esecuzione dell’itinerario. 

Il viaggio è stato realizzato e monitorato da un insieme di sistemi a mappatura satellitare che permetteva di seguire il percorso dell’automezzo e di controllarne la velocità, con videocamere e sistemi di mappatura 3D.

Il tutto è ancora in fase di sperimentazione, ma sembra proprio che il test di Otto e Budweiser possa aprire le porte a scenari quasi fantascientifici. Dopo 5 anni di ulteriori miglioramenti, infatti, pare che anche sulle strade europee si avrà l’occasione di collaudare un simile progetto, con il 2021 che si prenota come anno giusto per accogliere questa novità.

I test europei non sono ancora iniziati, ma i dubbi sono molti e non li scopriamo certamente ora. Si parla infatti da tempo dei veicoli a guida autonoma, tra chi fa presente la grossa comodità che rappresenterebbe una simile innovazione e chi, invece, sottolinea i pesanti dubbi sulla sua affidabilità. 

Anche se non risponde ai dubbi sulla guida autonoma, l’obbiettivo dichiarato di Otto è quello di offrire dei trasporti più sicuri e garantire un migliore utilizzo del carburante. Ciò può andare a vantaggio della distribuzione dei grandi marchi di birra in Europa, ma non è facile prevedere quale impatto avrà sui birrifici artigianali. Corrono il rischio di essere ulteriormente schiacciati dal potere economico delle industrie, oppure trarranno forza da un consolidamento dei legami (locali, ma sempre più ampi) con i propri clienti?

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