Un programma per il recupero dell’olfatto dopo il Covid

L’anosmia (la perdita dell’olfatto) è stata quasi subito riconosciuta come uno degli effetti del Covid-19, nonché un suo sintomo. Secondo gli studiosi, una media di persone tra il 40% e l’80% di chi contrae il virus subisce l’atrofizzazione dell’olfatto e, spesso, anche del gusto, con la perdita di questi sensi che può durare una o due settimana, con alcuni picchi che raggiungono i 30 giorni.

Questa non è una bella notizia per il settore della birra artigianale (e delle bevande alcoliche in toto), che fanno dell’olfatto e del gusto uno strumento quotidiano necessario. Testare le proprie ricette e le proprie produzioni è un passo fondamentale per i birrai, così come nella degustazione il consumatore non può prescindere da gusto e olfatto per apprezzare il prodotto.

La ricerca scientifica, però, ha dimostrato ancora una volta di aver fatto passi enormi contro questa pandemia e gli effetti che produce sulle singole persone. L’azienda sanitaria francese Kelindi, infatti, ha lanciato un programma che vuole aiutare i pazienti con anosmia prolungata dal coronavirus a recuperare il loro olfatto. Questo è un programma online (disponibile al sito covidanosmie.fr) con l’obiettivo di accelerare il recupero olfattivo attraverso il coaching e il monitoraggio personalizzato di questo disturbo, attraverso l’inalazione, due volte al giorno fino al recupero (fino ad un massimo di 16 settimane), di quattro oli essenziali specifici e altamente concentrati.

Per quanto sia attualmente “in prova” solo in Francia, il programma di Kelindi può essere una valente risorsa per la birra artigianale di tutta Europa, sia per chi la produce, sia per chi vuole gustarsela.

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