Covid: numeri e risposte della birra svizzera

Anche in Svizzera le restrizioni anti-Covid hanno fatto crollare il consumo di birra. Con le limitazioni a livello nazionale e nei vari Cantoni, la chiusura dei ristoranti e la cancellazione di eventi musicali e sportivi, anche sulle Alpi l’intero settore birrario sta soffrendo.

Durante il 2020, il mercato della birra svizzera è calato del 2,2% rispetto all’anno precedente, con un ulteriore calo del 4,8% per quanto riguarda le vendite complessive dei birrifici. Le restrizioni hanno prosciugato le vendite del canale Ho.Re.Ca. del 23,1%, mentre la Swiss Brewery Association (ASB) registra un aumento del 7,6% delle vendite di birra al dettaglio. Gran parte di questa crescita, però, va attribuita alle birre estere, registrando, per la prima volta dopo 6 anni, un aumento dell’import. 

Anche in Svizzera, dunque, il Covid e le restrizioni per arginarlo rappresentano un’enorme sfida per i birrifici e l’ASB, come le associazioni di settore di gran parte del mondo, non può tirarsi indietro. Durante il 2020 l’associazione svizzera ha lanciato l’iniziativa Helpgastro: una piattaforma online dove i privati (fino al 30 giugno ’20) potevano acquistare dei voucher del loro locale preferito ed usufruirne poi dopo la crisi, fino al 31 giugno 2021 (ma chissà che non ne prolunghino la scadenza). I numeri dell’iniziativa sono incoraggianti, con 1.200 attività che ne hanno beneficiato, per un totale di circa 200.000 franchi che hanno permesso ai ristoratori di far fronte quantomeno i costi fissi.

Il settore Ho.Re.Ca., come riporta l’ASB, rappresenta il 30% delle vendite della birra svizzera e anche per questo, iniziative a supporto di questo canale come la Helpgastro, possono contribuire ad una buona ripartenza del settore brassicolo. Non appena sarà possibile.

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