Israele: birra e vaccino al bar

Che Israele fosse lo stato più avanti nella somministrazione dei vaccini anti-Covid è una notizia nota, e lo dimostra anche il fatto che metà della popolazione ha ricevuto almeno una dose e tre milioni di cittadini sono già alla seconda. Ciò che però stupisce, oltre alla grande organizzazione dello stato per far fronte a questo momento, sono le iniziative che pro-vaccini che si susseguono nelle città israeliane. Dopo l’idea di regalare della pizza, caffè o dolcetti vari per convincere la popolazione, ora, da Tel-Aviv arriva una notizia che può far sorridere sia gli appassionati di birra che i ristoratori ed i publicans: nella città stanno nascendo i cosiddetti “Vaccine bar”, dove, dopo aver ricevuto il vaccino al bancone, ti viene offerta una birra. Può sembrarci una storia incredibile, eppure già sette locali hanno si sono attrezzati per aderire al progetto, tutti centrali nella zona della movida. 

Per quanto non sia obbligatorio vaccinarsi in Israele, idee come questa possono avere diversi vantaggi, non solo per il quantitativo di cittadini “protetti” dal Covid. Con questo sistema di distribuzione dei vaccini sfruttando i bar e ristoranti della città, infatti, si mantiene vivo il lavoro dei ristoratori e, conseguentemente, la domanda dei consumatori e viceversa. Il vantaggio è triplo e circolare: i locali aprono, i cittadini consumano e si mettono in circolo più vaccini; il tutto in un circolo virtuoso che permette alle attività israeliane di rimanere con le serrande alzate durante l’era covid e di poter accogliere dei clienti.

Il modello è senza dubbio più complicato da replicare in uno stato come l’italia, che conta una popolazione di quasi 52 milioni superiore a quella israeliana (circa 61 contro neanche 9), ma chissà che non sia possibile replicare l’idea di Tel-Aviv, o anche solo copiarla un pochino, anche da noi. Ovviamente non sarà così semplice: per organizzare un centro vaccinale, per quanto piccolo, non è sufficiente avere una stanza libera o tanta buona volontà. Non va dimenticato che servono anche i materiali, le attrezzature ed il personale adeguato, il tutto garantendo le norme di igiene e non solo di cui un ambiente che pratica nell’ambito medico necessita. 

Molto bella l’idea, Tel-Aviv, te lo concediamo. Ma è davvero così semplice?

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