Anche i birrifici tedeschi chiedono aiuti allo stato

Purtroppo le notizie dei settori brassicoli dei diversi paesi del mondo messi in ginocchio dal Covid, non sono più una novità. Avevamo già parlato dei numeri della crisi della birra tedesca, ma, come riporta Dissapore, i birrai tedeschi accusano che se non dovessero ricevere gli aiuti richiesti, molti di loro saranno costretti al fallimento, a causa della crisi generata dalla pandemia da Coronavirus. 

Le varie problematiche della crisi da Covid, anche in Germania, non mettono a repentaglio anche i posti di lavoro, ma anche su una parte di cultura e vita sociale sviluppata attorno alla birra, che corre il rischio di sparire per sempre. Questo è il grido d’aiuto lanciato dagli imprenditori tedeschi che, numeri alla mano, fanno parte di un settore che sta facendo i conti con diversi milioni di euro di buttati in birra scaduta, con la vendita di bottiglie al dettaglio nella grande distribuzione che, per quanto aumentata, non è riuscita a far fronte le grosse perdite dell’intero settore, dovute alle difficoltà del canale Ho.Re.Ca. e dell’export. 

La birra nei fusti va a male in circa sei mesi e in Germania ancora non si vedono delle riaperture che permetterebbero di svuotare le spine. È così che i ristoratori ed i grossisti devono restituire gli ettolitri invenduti e andati a male ai birrifici, affinché questi smaltiscano il liquido nelle fognature, secondo le procedure del caso. Tutto questo crea un giro di spese “a vuoto”, dove spesso il publican deve comunque saldare le spese verso i distributori anche se non ha avuto introiti dai fusti acquistati.

Il direttore esecutivo della Federazione tedesca dei birrai (Dbb), Holger Eichele, ha definito la situazione del settore “drammatica e senza precedenti nel dopoguerra”.

Non servono ulteriori parole per descrivere questo periodo.

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