Io sto con i birrai: le richieste di 50 birrifici per tutto il craft italiano

Il mondo del craft italiano, fortemente colpito dalle restrizioni date dal Covid, ha registrato un calo di fatturato generale del 90%. La situazione è grave ed è per questo che da un’iniziativa quasi spontanea di Davide Allegretti, del birrificio Eclipse della provincia di Taranto (Puglia), è nato il progetto “Io sto con i birrai”. Il movimento, formato (per ora) da più di 50 birrifici appartenenti alla scena craft della nostra penisola, ha inviato una lettera al Governo, articolata su più richieste, basate sulla mancanza di ristori significativi e sull’assenza di segnali di ripresa. 

Nei suoi diversi punti, la lettera dei birrifici al governo chiede il riconoscimento del 20% di fondo perduto sulla differenza di fatturato del periodo tra maggio e dicembre 2019 nei confronti del medesimo periodo dell’anno successivo, così come per il bimestre gennaio-febbraio 2019 rispetto alle medesime mensilità del 2021. La lettera chiede, inoltre, un credito di imposta sugli affitti fino alla fine dell’anno per locali artigianali e commerciali, oltre a riconoscere le perdite economiche dovute al prodotto scaduto e fornire aiuti proporzionali. I 50 birrifici, poi, riprendono anche una vecchia battaglia, non ancora ascoltata, chiedendo anche la sospensione delle accise per il 2021, facendo notare come la birra sia l’unica bevanda da pasto ad averle. Oltre a questo, la lettera si sofferma anche su quella che La Repubblica, nell’articolo su “Io sto con i birrai”, definisce “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, cioè l’imposizione del contalitri fiscale utilizzato per quantificare (in teoria in maniera più precisa) il volume produttivo di un birrificio e determinare le accise. In precedenza (prima del 2019, nda) era sufficiente avere un contatore energetico collegato all’impianto di produzione, con le tasse quantificate in rapporto al consumo del birrificio. 

Questo obbligo, per di più non meglio specificato dalla legge, dato che in commercio si trovano strumenti di varie fasce di prezzo, rende quasi impossibile a molti birrifici essere a norma entro il tempo limite. E il calo di fatturato dato dal Covid ci mette del suo. 

Come sottolineano i 50 di Io sto con i birrai (che nella lettera si firmano “Gli artigiani delle birre”), per moltissimi artigiani in tutta Italia, la chiusura definitiva non è più una paura lontana, ma è una possibilità tremendamente vicina.

La volontà degli Artigiani delle birre è quella di potersi confrontare con le istituzioni, portando le loro esperienze dirette per aiutare a irrobustire un settore che nel loro (correttissimo) modo di vedere, può essere importante per la ripresa del nostro paese nel dopo-Covid.

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