Decreto Sostegni: per Unionbirrai “la misura è colma”

Dopo le preoccupazioni dovute ai provvedimenti contenuti nella bozza del Decreto Sostegni e ritenuti inadeguati, Unionbirrai torna alla carica criticando l’assenza di provvedimenti in difesa della birra artigianale italiana. E’ pur vero che, come ammesso dalla stessa associazione, l’abolizione dei codici ATECO introdotto dal nuovo decreto Sostegno potrà produrre, anche se minimi, dei risultati portando (si spera) un po’ di sostegno al settore del craft italiano così come riconosciuto ad altri settori economici. 

La critica principale mossa da Unionbirrai sta nello “schiaffo totale” (così viene definito in una nota dell’associazione) rappresentato dal fatto che, con la sottoscrizione del patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, firmato dal Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta con le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, i dipendenti pubblici si vedranno riconosciuto un aumento di 107 euro medi mensili e di 334 euro ai dirigenti pubblici. 

Il momento economico è difficile, storico e interi settori sono stremati dalla crisi indotta dalla pandemia e nella nota di Unionbirrai si legge: “Non sta a noi giudicare se l’aumento fosse dovuto o no: ciò che lascia sbigottiti è la tempistica. Mentre migliaia di aziende stremate dalle restrizioni aspettano mesi per dei ristori modesti, devono anche subire lo smacco di vedere allocare in pochi giorni miliardi di euro a coloro che non hanno mai dovuto temere per il proprio lavoro durante la pandemia”. 

La misura è colma, scrive Unionbirrai che, accusando la mancanza di tutele e rispetto verso il settore della birra artigianale italiana, promettono di sottoporre i propri soci ad un periodo di resistenza fiscale, con la sospensione del pagamento delle imposte. 

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