Negli Usa l’analcolico deve fare i conti con gli Hard Seltzer

Abbiamo parlato spesso del grosso successo che stanno avendo le birre analcoliche nel mondo, tra grandi marchi che lanciano le loro Zero e stime che parlano di un mercato che toccherà quasi 30 miliardi di dollari in pochi anni. Eppure, c’è un paese che sembra essere immune a questo trend: gli USA (non proprio uno staterello qualsiasi, insomma). 

Per quanto possa sembrare incredibile, la birra analcolica costituisce solo lo 0,51% del mercato statunitense della birra industriale. Ciò trova ulteriore riscontro nei dati raccolti tra gennaio 2020 e gennaio 2021, quando il mercato americano delle Zero è cresciuto solamente dello 0,06%, mentre, nello stesso periodo, quello della birra artigianale a stelle e strisce è cresciuto dello 0,32%. 

Allora come mai si parla tanto di un boom dell’analcolico (anche) in America? Il problema sta nell’amplificazione che i media fanno dei diversi prodotti lanciati dai grandi marchi, generando l’impressione di un trend in perenne crescita, dati i continui annunci degli ultimi anni di nuove analcoliche di marchi come Budweiser, Heineken, Guinness, Asahi, Brooklyn Brewery e Boston Beer Company lanciate negli ultimi due anni. 

La forza di questo tipo di prodotto sta nella grande quantità di occasioni in cui può essere consumato, aggiungendo ai canonici pasti anche quelle che sarebbero precluse a chi non può assumere alcolici per motivi di salute, perché è in pausa dal lavoro, oppure perché è in dolce attesa o dovrà mettersi al volante a breve. L’amplificazione del fenomeno “Zero” è data anche dalle ingenti somme che i grandi marchi mettono in campo per le campagne pubblicitarie (si stima che per lanciare la sua 0.0 la Heineken abbia speso intorno ai 50 milioni di dollari solo negli Usa), con un relativo impiego massiccio di forze mediatiche. 

Ma la realtà dei fatti è un’altra.

Come evidenziano i dati esposti poco fa, l’analcolico arranca negli Stati Uniti. Questo perché il cuore dei consumatori tipicamente “non-craft” che non possono lasciarsi andare a bevande alcoliche (quantomeno non troppo) appartiene ad un altro tipo di bevanda. Moltissimi americani, infatti, vanno letteralmente pazzi per le varie ipocaloriche come la Michelob Ultra o (ancora meglio) gli Hard Seltzer, un tipo di bevanda aromatizzata molto in hype dall’altra parte dell’oceano, non troppo alcolica e con poche calorie (diamine, ha tutto ciò che la maggioranza dei consumatori americani sembra cercare). Non stupisce, infatti, che nello stesso periodo in cui si registrava il +0,06 dell’analcolico e il +0,32 della birra artigianale, il mercato degli Hard Seltzer abbia registrato la cresciuta maggiore, toccando un aumento dello 0,56%: quasi dieci volte l’aumento (per la verità irrisorio) delle Zero.

Il successo degli Hard Seltzer non è improvviso: a marzo 2020 andavano a comporre un mercato per un valore di 550 milioni di dollari, che gli esperti stimavano sarebbe cresciuto cinque volte tanto entro la fine dell’anno. E non si sbagliavano. L’enorme trend di questo genere di bevanda è dato dal suo essere semplice, con poche pretese ed economico, unendo la prospettiva di dissetarsi senza affrontare una bevuta “impegnativa” come una birra artigianale e senza pagare più di tre dollari a lattina, in media. Una bevanda, dunque, che grazie alla sua aromaticità ha una carta in più a suo favore, rispetto alle analcoliche che, nonostante i grandi marchi, i grandi investimenti e le grandi réclame, sembrano non riuscire a conquistare gli Usa. 

Ciò nonostante, durante il Super Bowl, è andato in onda un bello spot pubblicitario della nuova zero della Budweiser. L’analcolico arranca ma non molla di un centimetro.

[Fonte: Good Beer Hunting]
Total
0
Shares
Related Posts