Riaperture in Scozia: la risposta univoca delle associazioni

Qualche giorno fa la premier scozzese Nicola Sturgeon aveva annunciato un’accelerazione verso le riaperture, con parrucchieri e parchi che riapriranno dal 5 aprile, gli incontri nelle case private permessi dal 21, ed infine pub e ristoranti, consentendo il consumo all’aperto dal 26 aprile.

Le risposte delle associazioni di settore britanniche non hanno tardato ad arrivare: pur rappresentando una data lontana ancora un mese, James Calder, amministratore delegato della Society of Independent Brewers Association (SIBA), ha dichiarato: “È incoraggiante che il Primo Ministro abbia mosso i primi passi per riaprire i pub in Scozia con servizi all’aperto dal 26 aprile, ma questo è indietro di diverse settimane dall’Inghilterra, che consentirà il servizio all’aperto dal 12 aprile.” Il problema, oltre al ritardo rispetto alle riaperture inglesi, è però dato dal fatto che, a quanto pare, con le limitazioni attuali, qualsiasi consumo interno ai locali sarà limitato al servizio di bevande non alcoliche. Ciò significa che i piccoli birrifici sprovvisti di taproom, o anche solo di uno spazio all’aperto dove mettere dei tavoli, si troveranno in una situazione molto complicata, se non impossibile (con delle difficoltà che si ripercuoteranno anche sui pub con cui lavorano). “Questa restrizione è ingiustificata e non basata su prove”, continua Calder, affermando inoltre che pub e i birrifici scozzesi sono stati bloccati per periodi più lunghi rispetto ad altri settori.

Dello stesso avviso anche il direttore di CAMRA Scotland, Joe Crawford, che dichiara: “Il ritorno del coprifuoco e il divieto di consumare alcolici al chiuso sono notizie devastanti per l’industria che sta cercando di riaprire luoghi covid-secure”. Le riaperture sono assolutamente apprezzate, dice Crawfors, ma senza delle regole adeguate e con il perdurare di alcune limitazioni, la ripartenza deve essere accompagnata da un sostegno finanziario.

Va comunque detto che la Sturgeon ed il governo scozzese hanno promesso che avrebbero rivisto alcune delle restrizioni per le riaperture, senza però toccare il coprifuoco ed il divieto di consumo di bevande alcoliche all’interno dei locali. Stando così le cose, afferma la SIBA, gli aiuti forniti da gennaio ai piccoli produttori di birra con un fondo di sostegno, saranno probabilmente necessari anche nell’immediato futuro. 

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