Usa, gli analisti divisi sulla ripartenza

Alcune famose case mediatiche americane, come CNN e Bloomberg, hanno parlato della probabilità di riprodurre i “ruggenti anni Venti” nell’immediato post Covid. Secondo alcuni analisti, infatti, con la diffusione di cittadini vaccinati e la voglia di tornare a vivere la routine pre-pandemia, bisogneranno mettere in conto feste sfrenate e grandi consumi di alcool, scatenando un’euforia generale simile a quella che seguì la fine della Grande Guerra (e la pandemia di influenza spagnola) nel 1918.

Queste previsioni sembrano dunque far pensare ad una ripartenza in impennata, con un boom di consumi e di gioia che potrebbe sanare in breve tempo gran parte delle lacune finanziarie lasciate dal Covid. 

Questa prospettiva, però, cozza con l’idea di altri professionisti, vicini al settore food&beverage americano, che parlano di abitudini di consumo imposte dal Covid che saranno dure da abbattere. Come riportano questi analisti, il nuovo consumatore si affiderà sempre di più al delivery e allo smart drinking, scegliendo di sposare le comodità tecnologiche di casa (piattaforme di contenuti on-demand, app per le consegne, e-commerce, ecc.) anziché recarsi in taproom o nei ristoranti. 

Come riporta Julia Herzl, consulente dell’industria del beverage e CEO della HerzMuses Enterprises, non si possono distinguere le abitudini dei consumatori tra quelle “durante il Covid” e quelle “dopo il Covid”: ciò che ormai si è consolidato socialmente, sarà parte degli anni a venire. Per questo, continua la Herzl, è fondamentale che pub e birrifici vadano incontro al cliente, offrendogli le comodità che vengono ormai date per scontate. 

Queste ultime posizioni sembrano confermare i trend di cui avevamo già parlato, ma è anche vero che, per quanto delivery e webinar potranno essere presenti e sfruttati, è ancora troppo presto per dire se le nuove abitudini imposte dalla pandemia cambieranno radicalmente i consumatori nel lungo periodo. 

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