Cresce lo smart drinking: dati e novità italiane

Come stiamo scrivendo da alcuni giorni, tutto ciò che concerne lo smart drinking (e-commerce, delivery, ecc…) è in fortissimo aumento, con il blocco delle attività di ristorazione dettato dal Covid che ha accelerato l’affermazione di questo trend. 

Secondo i dati di IWSR Drinks Market Analysis, l’e-commerce di alcolici conoscerà un valore di mercato di oltre 40 miliardi di dollari entro il 2024, questo perché, come afferma Guy Wolfe, Strategic Insights Manager di IWSR, “Negli ultimi mesi, la crescente propensione dei consumatori all’acquisto online è stata guidata dalla necessità, ma questi comportamenti di acquisto sono destinati a restare”.

Come abbiamo già scritto, negli Usa il delivery di pub e birrifici è aumentato del 31,8% in poco meno di due mesi dallo scoppio della pandemia, mentre nel nostro paese, a marzo scorso (con la pandemia appena iniziata), erano circa 220 i birrifici che avevano attivato le consegne a domicilio, come riporta SlowFood. Il numero era destinato a crescere, senza contare, poi, i molti pub o brewfirm sfuggiti a questa lista, oltre ai siti di e-commerce e le app che lavorano in questo senso. 

Tra questi progetti digitali annoveriamo anche dBeer, un’applicazione nata dall’idea di 5 ragazzi con la volontà comune di diffondere la birra di qualità attraverso un tool semplice, intuitivo e smart. Il progetto nasce quattro anni fa, con un database di birre (da qui la “D” di dBeer) che permettesse all’utente di crearsi una propria cantina digitale e di scoprire nuove informazioni sulla birra che si sta bevendo inquadrandone l’etichetta con la fotocamera. Di recente, il giovane ed intraprendente team dell’app, ha aumentato la sua offerta ufficializzando la nuova funzione di acquisto di birre direttamente dai singoli birrifici. “Non è un e-commerce,” specifica Marco, uno dei ragazzi di dBeer, “ma un marketplace. L’utente non acquista la birra da un distributore, ma direttamente dal produttore”. 

Ad oggi il database di dBeer conta 701 birrifici censiti e circa 8.000 birre listate, di cui una settantina sono acquistabili. Per il futuro, la volontà è quella di investire e scommettere in questo senso: “Abbiamo iniziato da poco ad offrire questo servizio, e vogliamo consolidarlo il più possibile” continua il team, “Alcuni birrifici non sono attrezzati con un loro shop online. Il nostro obbiettivo è quello di raggiungere quanti più produttori possibili e favorirne il contatto con il consumatore.” 

I ragazzi di dBeer promettono molte altre novità in arrivo nei prossimi tempi, nella volontà di cavalcare questo trend digitale, che sta spopolando nel mondo della birra, oltre a voler offrire una User Experience sempre più completa, tanto per i consumatori, quanto per i produttori. 

Una bella e interessante iniziativa, tutta italiana, che senz’altro noi di BeerTrentatre terremo sotto i nostri radar.

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