Proteste, birre e passione: i 50 anni della CAMRA

Sono passati 50 anni da quel 16 Marzo del 1971, in cui quattro giovani amici impegnati in un “drinking tour” per i pub del Regno Unito hanno creato la Campaign for Real Ale (meglio nota con l’acronimo di CAMRA). 

Sul finire degli anni ’60, le classiche Ales inglesi, rifermentate nei casks, rischiavano seriamente di essere superate e cancellate dalle grandi aziende, che iniziavano a mettere in commercio birre filtrate e carbonate artificialmente. L’obbiettivo originale dei 4 fondatori (Graham Lees, Bill Mellor, Michael Hardman e Jim Makin) era quello di tutelare le tradizionali birre inglesi, minacciate dai cambiamenti delle offerte del mercato e dalla potenza di fuoco dei grandi marchi industriali, che potevano anche garantire un rifornimento maggiore ai singoli pub. Come loro, i fondatori della CAMRA trovarono altre centinaia di persone scontente della situazione, che negli anni si moltiplicarono sempre di più fino a diventare una dei membri fondatori della European Beer Consumers Union (EBCU), nonché “l’organizzazione di consumatori di maggior successo in Europa”, come la descrive Laura Hadland, giornalista inglese vicina alla Campaign. 

I primissimi attivisti dell’organizzazione mettevano in piedi molte manifestazioni in favore delle real ales, anche con un obbiettivo legato a 3 dei 4 fondatori, che lavoravano come giornalisti, di dare risonanza mediatica agli avvenimenti ed alla voce della Campaign. “Abbiamo iniziato ad organizzare delle marce di protesta nelle città in cui i birrifici erano maggiormente minacciati” scrive Graham Lees, uno dei fondatori. 

Nonostante l’apparenza “chiassosa” dei primi anni dell’organizzazione, i membri interni non hanno intenzioni antagonistiche: negli anni sono state create diverse pubblicazioni, come il mensile What’s Brewing, ritenuto un obbiettivo primario dell’organizzazione fin dalla sua fondazione, ed ora mutuato in un formato digitale. O ancora la Good Beer Guide, la guida indipendente, pubblicata annualmente dal 1972, che offre una panoramica delle migliori birre e pub del Regno Unito, selezionati dai membri della CAMRA. Ad oggi l’offerta dell’organizzazione conta anche una serie di podcast e la rivista digitale Beer Magazine, anche se il grande impianto della Campaign for Real Ale non finisce qui. Sono tanti infatti gli eventi, nazionali e locali, organizzati negli anni, tra cui spicca il Great British Beer Festival, organizzato annualmente a Londra nel mese di Agosto, e che premia la migliore birra d’Inghilterra.

Il successo della CAMRA è stato, ed è tuttora, enorme, tanto che nel 2016 contava oltre 175.000 membri registrati, mentre ad oggi ne tocca 180.000 (con un aumento medio di 1000 nuovi associati ogni anno). Molti di questi hanno voluto partecipare ai festeggiamenti per i 50 anni dell’organizzazione e dire la loro su quale fosse il maggior risultato ottenuto in questi 50 anni: i contributi che vanno per la maggiore ci parlano dei traguardi raggiunti dall’organizzazione nella tutela e nella valorizzazione delle cask ales, della birra artigianale inglese e della natura tradizionale dei pub d’oltremanica, con Charlie che parla della fondamentale importanza di “mantenere la diversità di birra nei pub” che, a suo parere, ha ispirato i movimenti di craft beer sparsi per il mondo. 

Infine c’è Caroline, che sottolinea un merito molto importante della CAMRA, sottolineandone la virtù di aver garantito “il supporto e la promozione del ruolo delle donne nel mondo della birra, aiutandole a passare da semplici venditrici alle bancarelle dei festivals, ad assaggiatrici, birraie ed anche membri delle alte sfere dell’organizzazione”, toccando un punto fondamentale dell’attualità mondiale (non solo nel settore brassicolo). 

Questi ultimi virgolettati non sono stati messi a caso per riempire degli spazi che sarebbero altrimenti rimasti vuoti, ma sono stati scelti appositamente per evidenziare l’enorme attaccamento che i membri della CAMRA hanno verso la loro organizzazione. Possiamo stare a discutere su quanto l’esempio della Campaign britannica abbia effettivamente influito sulla nascita dei movimenti craft degli altri paesi (come afferma il buon Charlie poco sopra), ma aldilà di ogni opinione soggettiva, un esempio simile di passione e resilienza nella dura battaglia contro le birre industriali non può che far bene ad ogni appassionato dell’artigianale. 

Cheers, CAMRA. For the next 50 years.

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