Il turismo birraio come opportunità per la ripresa

In questo momento di speranze verso le riaperture e di leggi regionali a supporto della birra artigianale, nel mondo del craft italiano rimbalza spesso il nome del turismo birraio. Questo è già una realtà ben radicata in Paesi storicamente legati alla birra, come la Germania o il Belgio, grazie ad eventi e luoghi celebri, mentre nella nostra penisola si vuole puntare a costruire un modello di turismo birraio che permetta di dare il giusto risalto al nostro comparto artigianale. 

In questi giorni, durante gli appuntamenti digitali del Beer & Food Attraction 2021, l’Unione Degustatori Birre ha organizzato un evento proprio su questo tema, raccogliendo una serie di testimonianze a favore di quest’opportunità di crescita economica e di ripresa delle attività del settore food&beverage. 

Negli Stati Uniti” racconta Hilary Antonelli, giornalista che vive negli Usa, “i birrifici artigianali, per promuovere i propri prodotti ed il turismo birraio, si sono focalizzati su una comunicazione studiata e strutturata. C’è una grande attenzione nei confronti dell’organizzazione di eventi, verso il proprio merchandise, ed infine nella gestione di ogni canale social, con uno storytelling approfondito verso sé stessi e verso i propri prodotti.” 

Un modello simile a quello americano si sta affermando anche nel nostro paese, dove i dati del turismo ci parlano di quanto il cibo ed il bere stiano diventando degli elementi fondamentali per il viaggiatore moderno. Nel mondo della birra artigianale si vuole cavalcare questo trend ed esserne parte integrante e, come commenta Matteo Ciaffone, curatore della guida Passione Birra per La Repubblica “In Italia sono aumentate e migliorate anche le opportunità offerte dai singoli birrifici: dalle semplici visite agli impianti alle opportunità storiche ed enogastronomiche delle zone geografiche in cui sorgono”. Uno dei primi in questo senso, è stato Teo Musso, già pioniere del movimento artigianale italiano con il suo birrificio Baladin, che nel 2007 ha aperto il primo “ristorante birrario” d’Italia (Casa Baladin), che abbinava la ristorazione di alto livello alla birra artigianale. Negli ultimi tempi, però, sono molti i brewpub o le taproom che stanno sorgendo lungo la nostra penisola e, anche grazie alle leggi a tutela della birra, in cantiere in molte regioni italiane, è sempre più vicina ed auspicabile una prospettiva per cui molte zone del nostro Paese si uniscano in un insieme di esperienze che pongano la birra come parte integrante delle ricchezze del proprio territorio, con il futuro del settore artigianale italiano fortemente legato alla possibilità di creare un punto d’incontro con il lavoro, la passione e la storia dei singoli birrifici. Tutto questo sia per un’affermazione sempre più ampia del mondo della birra artigianale nel nostro Paese, sia per una solida ripartenza del settore craft al termine del periodo pandemico. 

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