Biova Project: la bontà oltre il bicchiere

Quello della birra è un settore vivo, verace e attento all’importanza dei trend del mondo contemporaneo, proprio come i suoi prodotti. Nel mondo brassicolo, infatti, non sono pochi gli esempi di chi fa delle scelte forti legate alle sfide della sostenibilità ambientale e chi decide di mettersi in gioco con un progetto rivolto alle persone ed ai piccoli artigiani. Biova Project unisce perfettamente le due cose in un esempio di economia circolare virtuoso e lodevole, capace di utilizzare il pane di recupero per creare le proprie birre. I numeri di questa startup torinese sono davvero impressionanti, arrivando in meno di un anno a toccare quasi 1800 kg di pane recuperato (che sarebbe stato altrimenti buttato), 1000 kg di materie prime risparmiate, con un conseguente enorme risparmio di Co2 emessa (si parla di 16 mila kg) e con più di 1800 euro donati in beneficienza. 

L’idea viene dai nostri trascorsi come volontari in associazioni che si occupano di lotta allo spreco alimentare e ridistribuzione delle eccedenze” ci dice Franco Dipietro, Founder e CEO di Biova “Dopo aver visto le difficoltà legate al recupero ed alla redistribuzione, abbiamo pensato di creare un modello di business capace di intercettare lo scarto nel momento in cui è ancora utilizzabile e trasformarlo in qualcosa di nuovo, con un valore aggiunto. Abbiamo cominciato dagli scarti di pane e la trasformazione in birra, ma per il futuro abbiamo in serbo tantissime nuove idee legate al modello di economia circolare che abbiamo intrapreso”. 

Biova nasce nel 2020, in piena pandemia, inizialmente legandosi al quartiere San Salvario di Torino, ed a Celo Celo Food, un’associazione no-profit che si occupa di ritirare il cibo dai commercianti e distribuirlo ai bisognosi. La startup ha da poco annunciato il lancio di una nuova birra in collaborazione con la Confcommercio di Como e destinata alla vendita esclusiva nelle attività sul lago omonimo, la Bread Beer Lago di Como. “L’idea di base è non far viaggiare gli scarti troppo a lungo” continua Franco, “Il pane della provincia di Como può essere trasformato in una birra dedicata alla provincia stessa. In questo modo, oltre a rendere omaggio a un territorio dalla grande vocazione turistica, facciamo per bene il nostro mestiere: recuperiamo uno scarto e lo ridiamo agli stessi che ci hanno fornito l’eccedenza di pane”.

Il progetto, che non a caso prende il nome da un pane tipicamente piemontese, pur essendo molto giovane ha già macinato grandi numeri in termini di sostenibilità e non solo, affermandosi come una realtà “forte e resiliente”, come Franco definisce le persone e le realtà imprenditoriali incontrate durante il loro percorso fino ad oggi. 

La strada imboccata da Biova è quella giusta, in un sistema virtuoso che aiuta le piccole realtà artigianali e non solo. Per di più lo fa producendo birra. Cosa vuoi più di così?

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