Hobbes e GDO, una sottile metafora

Nel mondo della birra artigianale, la sigla “GDO” crea dei sentimenti contrastanti: da un lato rappresenta il luogo che riempie i suoi scaffali per lo più con birre industriali, dall’altro, invece, rimane una vetrina importante per quei birrifici indipendenti che riescono ad arrivarci. Nel 2020, con le restrizioni imposte all’Ho.Re.Ca., la birra nella grande distribuzione ha registrato un boom di vendite, ma i dati che lo certificano non fanno differenza tra i prodotti artigianali e non, con alcuni addetti ai lavori del settore brassicolo italiano che parlano di numeri “sporcati” dalla presenza massiccia delle birre industriali sugli scaffali di super ed ipermercati. 

Succede però che nel Regno Unito, in concomitanza alle riaperture di bar e ristoranti, il Cloudwater Brewing Company di Manchester annuncia un accordo per una linea appositamente destinata alla GDO, con un tempismo che sembra uscire da una romanzo surrealista. “Beer with big ideas”, questo il nome del progetto, è stato messo in atto per permettere a 4 piccoli birrifici artigianali di sfruttare il nome di Cloudwater (inserito nella Top 10 mondiale da RateBeer nel 2018) per essere presentati alla platea di consumatori della grande distribuzione, in modo da agevolarne gli introiti e la visibilità. Questo progetto ha provocato reazioni opposte, tra chi la vede come un’iniziativa lodevole per tutelare i piccoli birrifici ed il settore che rappresentano, e chi invece si scaglia contro la scelta di destinare una linea di prodotti alla GDO anziché all’Ho.Re.Ca. tanto vessato dalle restrizioni in questo periodo. 

Il GDO appare un pò come il Leviatano, celeberrima figura coniata da Thomas Hobbes nel suo omonimo testo di filosofia politica. Il saggio, pubblicato la prima volta nel 1651, ci parla di un uomo (superiore agli animali grazie alla ragione) che rifugge la morte e che deve soddisfare i propri bisogni in un continuo conflitto con i suoi simili, in un’esistenza che Hobbes chiama “Stato di natura”. La soluzione a tutto questo, per il filosofo inglese, è la figura del Leviatano, soggetto al di sopra della confusione degli uomini che offre ordine generale alla moltitudine di individui. Senza entrare troppo nel merito della figura utopica/distopica di Hobbes, il Leviatano permetterebbe ad uno Stato di Natura in cui gli esseri umani annaspano e si barcamenano per rifuggire la morte, di trasformarsi in una società ordinata, magari favorendo i bisogni di uno prima di quelli dell’altro, ma senza una particolare selettività volontaria, permettendo così agli uomini di non doversi scontrare per i propri desideri.

Ecco, la metafora è sottile, ma ci sono alcuni spunti di riflessione: come gli uomini nello Stato di Natura rifuggono la morte, anche i piccoli birrifici fanno di tutto per non chiudere, e per questo un accordo per essere venduti nella GDO può simboleggiare l’opportunità rappresentata dal Leviatano per gli esseri umani. 

Va però detto che la figura giganteggiante di Hobbes offre protezione e ordine agli uomini solo se essi rinunciano ai loro diritti e si rimettono completamente al Leviatano, e questo non è sicuramente una cosa piacevole (con tutta la buona volontà che ci ha messo Hobbes).

Come dicevo la metafora con la grande distribuzione è sottile, ma ognuno di noi è libero di prendere da essa il lato positivo od il suo lato negativo. O entrambi se siete indecisi. 

[In copertina: Particolare dalla 1° ed. de “Il Leviatano” – 1651]
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