Conversione Decreto Sostegni, Unionbirrai: “Evitata la beffa”

È di poche ore l’annuncio di una revisione del Decreto Sostegni legata al segmento brassicolo, con importanti novità che possono far tirare un sospiro di sollievo agli attori del settore. L’approvazione in Senato ha permesso di eliminare definitivamente quegli emendamenti che 

vincolavano l’ottenimento di aiuti economici (sotto forma di sconti sull’accisa) ad una produzione media di 50.000 hl annui, una soglia eccessivamente alta che avrebbe permesso di ottenere aiuti solo ad un numero esiguo di imprese, dimenticando completamente i piccoli produttori artigianali. Oltre a questo, va detto come gli aiuti in tal senso sarebbero stati destinati ai birrifici indipendenti, quelli che per legge utilizzano “impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui”. Il solo vincolo dell’indipendenza escludeva l’importanza degli altri due elementi fondamentali per definire una birra artigianale (no microfiltrata o pastorizzata, e con un tetto massimo di 200.000 hl annui), di fatto destinando gli aiuti per lo più a grandi aziende che non producono craft beer.

Registriamo con soddisfazione questa decisione [l’annullamento della soglia a 50.000 hl, nda] che evita quella che sarebbe stata una vera e propria beffa per tutto il comparto” commenta il direttore generale Unionbirrai Vittorio Ferraris, che continua “Come già da tempo sosteniamo, infatti, sarebbe giusto affrontare il problema dell’armonizzazione delle accise per i piccoli birrifici indipendenti rispettando il criterio della proporzionalità, come già avviene in altre realtà europee.” 

In una nota sul proprio sito web, l’associazione di categoria ringrazia coloro che si sono battuti all’interno della Commissione Agricoltura contro un emendamento che viene definito “iniquo”.

Oltre a questo, sempre a margine della revisione del Decreto Sostegni, bisogna anche registrare la riformulazione del DPR 1498 del 1970, firmato da Saragat ed in vigore da più di 50 anni, che imponeva una serie di paletti alla produzione di birra, in particolare all’acidità totale, a quella volatile ed alla torbidezza. Questi vincoli erano imposti solo alla produzione nazionale e non ai prodotti importati nel nostro Paese, andando così ad ostacolare la competizione tra i birrifici italiani. Con il loro recente annullamento, invece, la produzione di birre acide (le Sour Beers), ormai molto diffusa e differenziata anche nella nostra Penisola, dovrebbe essere agevolata anche a livello buocratico. 

Seppure il mondo della birra artigianale sia ancora lontano dall’avere delle specifiche e significative tutele a proprio favore, la conversione del Decreto Sostegni verso delle cifre più abbordabili, sotto diversi punti di vista, può far iniziare a sorridere i birrai e gli appassionati del prodotto artigianale. 

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