Un anno di Black Lives Matter e di birre che hanno invaso gli Usa

Con oggi, 25 maggio 2021, è passato un anno dal giorno in cui George Floyd è stato ucciso dalla polizia di Minneapolis, scatenando rabbia ed indignazione in tutto il mondo, e di fatto dando origine al motto “Black Lives Matter” che ha preso sempre più forza fino a diventare un movimento globale contro ogni discriminazione razziale. Il mondo della birra non è rimasto indifferente, ma ha lanciato ad inizio Giugno 2020 un progetto che ha portato all’etichetta “Black is Beautiful”. L’idea nasce da Marcus Baskerville, co-proprietario e capo birraio del Weathered Souls Brewing a San Antonio, Texas, che ha creato questa imperial stout (uno stile di birra forte e complesso, generalmente con aromi di caffè e cioccolato, dal colore marrone scuro, tendente al nero) proprio dedicata a diffondere la consapevolezza dell’ingiustizia razziale, con l’intenzione iniziale, però, di renderla disponibile un giorno a settimana presso il suo brewpub. L’idea di Marcus, però, muta ed evolve con il tempo, fino a far diventare la Black is Beautiful un’etichetta comune, creata con una “collaborazione diffusa” verso tutti i birrifici che avessero voglia di partecipare, riscuotendo in poco tempo un grandissimo successo (dopo solo un giorno dal lancio dell’iniziativa, si contavano già 226 birrifici).

Se Marcus non ha posto veti alla creatività dei singoli birrai attorno alla ricetta, che egli stesso definiva una “linea guida”, si è invece espresso sull’impegno dei singoli birrifici partecipanti, che dovranno da un lato devolvere il 100% dei proventi della birra ad enti locali che supportino l’uguaglianza sociale e la difesa di chi è stato vittima di aggressioni e discriminazioni razzistiche, mentre dall’altro dovranno impegnarsi in prima persona proprio a favore di questi temi. 

Dopo (quasi) un anno di Black is Beautiful, il progetto conta attualmente 1207 birrifici partecipanti ed una distribuzione in 22 paesi differenti (Usa compresi). Ha stretto una collaborazione con Wallmart, punta ad una campagna pubblicitaria nazionale e Marcus non ha alcuna intenzione di fermarsi. “Non vogliamo che questo sia un progetto una tantum. Finora abbiamo ricevuto feedback da quasi 400 birrifici partecipanti che hanno donato oltre $ 1,7 milioni a organizzazioni e enti di beneficenza che supportano l’uguaglianza e l’inclusione. È strabiliante. Mettilo insieme agli altri 800 birrifici da cui non abbiamo ancora ricevuto informazioni…”. Il piano per il 2021 è quello di far diventare Black is Beautiful una vera e propria organizzazione non profit indipendente, che gestisca l’etichetta in maniera autonoma così come ogni altra iniziativa a margine che potrà sorgere. La Black is Beautiful è ormai un prodotto celebre e richiesto, tanto che c’è l’intenzione di lanciare la versione di quest’anno all’inizio di giugno, per poi renderla un evento annuale. “Vogliamo che diventi qualcosa che l’industria attende con impazienza e che, si spera, continui a crescere” ha commentato Marcus a Forbes.

Dopo un anno esatto dall’evento che lo ha originato, il movimento Black Lives Matter non ha perso la sua portata emotiva e la sua potenza sociale, così come la Black is Beautiful, che ci permette di tornare a parlare dei lati positivi del settore della birra americana. 

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