C’è un luppoleto sul tetto dell’ex carcere di Nelson Mandela

Imposta il GPS per Constitution Hill, poi chiedi alla guardia”. Di certo queste non sono le classiche indicazioni per trovare un luppoleto; specialmente nel caldo Sudafrica; specialmente sul tetto di un ex carcere. Sebbene fosse originariamente un forte, Constitution Hill (Johannesburg) è infatti conosciuto per lo più come prigione, dove sia Nelson Mandela, sia sua moglie Winnie furono incarcerati durante gli anni dell’apartheid (nome dato alla politica di segregazione razziale dal governo di etnia bianca del Sudafrica, in vigore dal 1948 al 1991).

Oggi il complesso ospita un museo proprio sull’età dell’apartheid, ma la nostra attenzione si sposta qualche metro più in là rispetto agli edifici principali, sul tetto del parcheggio di Constitution Hill, dove un giovane di nome Khaya Maloney ha creato il primo luppoleto della città di Johannesburg. 

Va detto che, nonostante il Sudafrica non sia in una fascia geografica particolarmente votata alla coltivazione del luppolo, nel Paese è già presente una buona coltura in tal senso, sviluppatasi a partire dagli anni della Prima guerra mondiale quando le importazioni dall’Europa d’interruppero.  Per questioni climatiche più favorevoli, le maggiori coltivazioni di luppolo del Paese si trovano nell’area delle valli intorno alla città di George, situata sulla costa meridionale del Paese.

Ecco, Johannesburg è lontana 1207 chilometri da George.

Maloney però non si è fatto intimidire, ed ha scelto di creare il suo luppoleto (chiamato Afrileap) buttandosi a capofitto in un’attività di cui non aveva alcuna esperienza. 

Mentre stavo cercando possibili colture” commenta Maloney “qualcuno ha detto che il luppolo viene raccolto solo una volta all’anno e ho pensato: ‘Perché non coltivare il luppolo? Quanto può essere difficile?’”… per sua stessa ammissione: si sbagliava di grosso.

A conti fatti, Maloney ha fatto una scelta coraggiosa non solo andando oltre le difficoltà tecniche della coltivazione, ma anche cercando di riscrivere le regole della filiera brassicola sudafricana. Dopo aver esaminato il settore del suo Paese, il ragazzo ha infatti notato che i birrai non avevano scelta in fatto di luppolo: o lo importavano con grosse spese o lo acquistavano dalla South African Breweries (SAB), grande marchio di birra nazionale ora in mano ad AB InBev, che possiede i diritti sulle proprie coltivazioni. 

Dopo un paio di anni di sperimentazioni e passi falsi, Maloney è riuscito a dimostrare che il luppolo poteva essere coltivato con successo nell’improbabile posizione del centro di Johannesburg, arrivando a gestire un luppoleto di 300 metri quadrati sul tetto del parcheggio di Constitution Hill.

Attualmente, la serra di Maloney può produrre solo poco più di 6,3 etti di luppolo, ma lui non vuole certo arrendersi. “Questo (la serra sul tetto di Constitution Hill, nda) è solo il pilota, l’esperimento, che mostra al mondo che è possibile. L’obiettivo finale è arrivare a 250 acri, sparsi per i tetti della città”.

Il progetto è ambizioso, certo, e magari anche un pò folle. Ma del resto lo era anche quello di coltivare luppolo su di un tetto in centro a Johannesburg.

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