Italia: i trend della birra strizzano l’occhio alle tradizioni europee

Durante i suoi primi 25 anni, il panorama della birra artigianale italiana è stato apprezzato per l’inventiva e le innovazioni stilistiche presentate. Non avendo delle radici storiche ben connotate, i birrai della nostra penisola hanno dato libero sfogo all’unione tra ciò che hanno imparato dai loro viaggi nel Vecchio Continente e i prodotti tipici del loro territorio, incrementando la curiosità dei consumatori e appassionati da tutto il mondo, oltre che favorendo  e cavalcando il successo del concerto di “km0”. Con il tempo, i birrifici nostrani si sono sempre più rivolti agli stili tradizionali, senza però rinunciare alla loro quota di fantasia, andando a rivisitare delle birre appartenenti alla cultura di nazioni storicamente legate alla birra, come Germania, Belgio e Regno Unito. 

In tempi recenti, invece, si sta affermando un trend che capovolge completamente quanto è successo fino ad ora, con i birrai che stanno sempre di più guardando verso gli stili storici e tradizionali europei, partendo da quelli tedeschi fino a toccare le birre di stampo inglese. L’attenzione alle ricette di riferimento è altissima, con la scelta di malti, luppoli e (spesso) lieviti che ricade su quelli usati tradizionalmente nelle diverse nazioni di riferimento.

Non sono solo birrifici artigianali già rodati ed affermati ad incanalarsi in questo trend, ma anche moltissime realtà appena nate decidono di aderire a quella che, più che un capriccio del mercato, sembra essere una vera e propria realtà destinata a consolidarsi. Il trend degli stili tradizionali europei, infatti, non è uno stravolgimento del settore artigianale italiano, ma solo un arricchimento della sua offerta, andando così a proporre delle birre che fino a poco tempo fa erano molto rare tra i pub della nostra penisola.  

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