Tipopils: storia di un simbolo

Lurago Marinone, Como. Luogo di nascita di uno dei primi birrifici artigianali italiani, nonché di una della birre più esemplificative del panorama brassicolo nostrano. Stiamo parlando del Birrificio Italiano e della sua Tipopils.

Domani sabato 12 e domenica 13 giugno, nello stesso luogo si svolgerà la quindicesima edizione di un evento dedicato proprio alla Pilsner di qualità: il Pils Pride. Noi vogliamo cogliere quest’occasione per parlare di quelle che nel mondo sono riconosciute e amate come Italian Pils. Questa classificazione nasce proprio con la Tipopils, creata nel 1996 da Agostino Arioli e dal suo Birrificio Italiano. Da lì in poi, quest’etichetta diventerà un punto di riferimento internazionale per le riletture contemporanee dello stile. In termini tecnici, l’innovazione delle Italian Pils rispetto alle versioni tradizionali (di stampo tedesco o ceco) è l’aggiunta del dry hopping, un processo per cui viene aggiunto un ulteriore quantitativo di luppolo nella fase della fermentazione della birra, quando il mosto è a temperature più basse rispetto alla fase di bollitura, quando viene aggiunto il quantitativo “standard” di luppolo che permette di dare aroma e sapore alla bevanda. Il dry hopping permette di donare una carica intensa alla birra, cosa che nelle Italian Pils viene accompagnato con armonia ed equilibrio nella bevuta. 

In Italia sono molte le birre ispirate (dichiaratamente o meno) alla Tipopils, con quel forte carattere luppolato, sottolineato dal Dry hopping, non secche come l’interpretazione tedesca, ma con il corpo morbido tipico delle pils ceche. 

Nonostante la fama della Tipopils, che ha spento 25 candeline lo scorso 3 Aprile, in Italia si sta registrando una passione per le basse fermentazioni solo nei tempi recenti. Una data istituzionale per poter identificare il momento in cui tutto questo iniziò la sua cavalcata trionfale potrebbe essere il 2006, anno in cui si è svolto il primo Pils Pride organizzato proprio dal Birrificio Italiano. Con il tempo, il network nazionale ed internazionale degli ammiratori della Tipopils si è allargato sempre di più, fino a portare il mito delle Italian Pils sulle spine dei pub americani, fino alla creazione di un evento simile al Pils Pride, denominato Pils & Love che vide la luce a Portland, nel Maine, nel 2017. 

Quindici anni fa in Italia bere una birra normale come la Tipopils era una vergogna”, racconta Agostino Arioli a Good Beer Hunting “Se eri un fanatico della birra dovevi bere cose speciali e strane come birre forti, con ingredienti speciali, e stavo pensando, la birra artigianale può essere una birra facile e normale, non solo alcune cose speciali e fantasiose”. Se un tempo si poteva criticare la Tipopils dell’Italiano perché non rispettava i canoni tradizionali dei paesi europei (tanto che Arioli l’ha chiamata proprio Tipo-Pils, senza incasellarla nello stile vero e proprio), ora questa particolare creazione, frutto dell’estro creativo del movimento brassicolo del nostro Paese, non è più una “specie di Pils”, ma è LA Italian Pils. 

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