Mikkeller ancora sotto accusa

Non è passato neanche un mese da quando fuori dalla sede del birrificio Mikkeller di Copenaghen, era strati affissi dei poster di protesta nei confronti di presunti atteggiamenti discriminatori all’interno del marchio. 

Ora Mikkeller è preso ancora di mira da alcuni suoi ex dipendenti: quattro donne hanno parlato delle mancanze del marchio e delle discriminazioni a cui queste hanno portato, che se denunciate, non sarebbero state ascoltate. Si parla di discriminazioni di genere, molestie, ritorsioni e indifferenza al controllo di qualità. Tra queste accuse, già molto forti, si aggiungerebbe anche la denuncia ai piani alti dell’azienda (tra cui il fondatore e direttore creativo Mikkel Borg Bjergsø e il direttore operativo Jacob Gram Alsing), che, secondo le ex dipendenti, avrebbero partecipato in prima persona alle discriminazioni. 

Dal canto suo, Mikkeller ha pubblicato una nota in cui si difende: “Mikkeller ha sempre (e continuerà a farlo) promosso e onorato la diversità, l’inclusione e l’uguaglianza. La recente attenzione ci ha reso consapevoli che è molto importante rafforzare ancora di più queste aree e fare in modo che tutti i nostri dipendenti si sentano al sicuro e che tutti sappiano cosa rappresenta Mikkeller”.

Questo clima è mutuato da quanto successo in America un mese fa, con la birraia Brienne Allen che ha condiviso un’enorme quantità di storie di molestie ricevute da altrettanti birrai. In questo momento MIkkeller viene colpito più duramente di qualche tempo fa, con accuse dirette che non possono essere rimosse facilmente come i poster di protesta affissi nella notte. 

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