Australia: serbatoi di alghe per una birra carbon neutral

I birrifici di tutto il mondo sono sempre più attivi e schierati a favore di politiche produttive sostenibili, andando a sperimentare veramente di tutto. In questi casi, infatti, la creatività è la parola chiave per combattere il cambiamento climatico. Lo sanno bene i ragazzi del birrificio Young Henrys, alle porte di Sidney, che da qualche tempo ospitano nel loro impianto due serbatoi di alghe. Queste catturano la CO2 emessa dal processo produttivo della birra, immettendo nell’aria ossigeno pulito, andando quindi a ripulire l’aria e le “scorie” del processo di birrificazione.  “Un bioreattore da 400 litri di microalghe produce la stessa quantità di ossigeno di un ettaro di foresta pluviale” affermano dal birrificio Young Henrys “Grazie alla collaborazione con la University of Technology Sydney Climate Change Cluster, abbiamo trovato un modo per rendere la produzione della birra un processo più a zero emissioni di carbonio, una novità per il nostro settore. Finora la ricerca ha dimostrato che l’utilizzo delle alghe potrebbe fare un’enorme differenza per il cambiamento climatico consumando CO2 (un sottoprodotto del processo di produzione della birra) e rilasciando ossigeno.” 

Stando alle ultime ricerche, le microalghe sarebbero veramente un punto imprescindibile per il futuro del pianeta. Questi tipi di organismo, infatti, producono il 50% dell’ossigeno mondiale e possono anche essere utilizzate per creare cibo o biomateriali. 

Lo Young Henrys non è nuovo a scelte sostenibili concrete: fin dalla sua fondazione, nel 2012, il birrificio australiano dona il 100% delle sue trebbie (gli scarti di cereale del processo di produzione) a fattorie locali, che lo usano come mangime biologico per i propri animali; dal 2015 il processo produttivo è alimentato per il 25% dall’energia solare, grazie ai pannelli posti sul tetto del birrificio (e che forniscono energia anche agli immobili vicini); infine, per le loro birre, usano esclusivamente lattine ed incentivano il riutilizzo di growlers d’asporto. 

Lo step più recente del processo green dello Young Henrys è proprio quello di implementare i due bioreattori da 400 litri di microalghe, ma il birrificio non si ferma qui e nel corso 2021 ha già in programma di creare una seconda fattoria solare comunitaria e arrivare così al 50% del processo produttivo alimentato ad energia solare.  

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