E se la birra arrivasse per posta?

Negli Usa c’è c’è già chi ci crede. Il servizio postale americano (USPS) non ha mai spedito alcolici, nonostante i tentativi di far approvare una legge ad hoc nel 2015, nel 2017 e nel 2019. Tutti respinti. Cosa cambia? Anche nel 2021 si sta facendo un tentativo simile ai precedenti, dove però i sostenitori sono abbastanza certi che vi siano le condizioni ottimali affinché questa volta ci sia il via libera definitivo del Congresso. 

Dopo un periodo di crisi del sistema postale americano, fatto di deficit e budget striminziti, quanti caldeggiano il prospetto di ricevere birra via posta, parlano di un guadagno per l’USPS tra i 50 e i 150 milioni di dollari l’anno, nel caso si permettesse di spedire alcolici in via postale (la cifra ha toccato i 3 miliardi nel 2018, parlando di colossi come UPS e FedEx). 

La pandemia ha rafforzato incredibilmente la pratica del delivery, rafforzando anche l’idea che grazie al servizio postale nazionale, la birra potrà coprire un raggio di consegne molto più vasto.

D’altra parte bisogna pur dire che i sostenitori di questa legge devono scontrarsi con il muro dei grandi distributori di birra, che non vogliono mettere in discussione la loro egemonia contro l’USPS. 

Accadrà quel che accadrà, certo, ma intanto in America c’è chi giura che questo sia uno di quei momenti da “ora o mai più”. 

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