Vendifumo: chiara e misteriosa

Dal primo contatto con questa birra, abbiamo avuto una sensazione particolare. Come quando si è di fronte ad una cosa chiara e semplice, ma al contempo misteriosa ed affascinante. 

Non so se anche a voi è mai capitato di sentire una cosa simile altre volte. Ma andiamo per ordine. 

La Vendifumo si presenta nel calice con un color mogano. Ispirata alle Rauch (anche se non propriamente inseribile nello stile, in quanto ad alta fermentazione), l’aroma è affumicato ma non eccessivamente pungente, come il sapore che lascia una nota amara nel palato. 

Questa sensazione in bocca alimenta la curiosità, alimenta quel senso di perdizione di fronte a qualcosa che ci appare però tremendamente lampante. Una simile sensazione di misterioso, tremendo, fascino è percepibile nel diario di Egeria. Una donna galiziana che nel 383 d.C. senza apparente motivo si è spinta fino a Gerusalemme, attraversando da sola dei luoghi pericolosi e scrivendo dei resoconti per altre misteriose donne (che lei chiama sorelle). Perché fece questo viaggio e trascrisse questo Itinerarium? Perché racconta ad altre donne dei luoghi e delle cerimonie religiose che ha osservato, e chi sono queste persone? (l’alfabetizzazione femminile dell’epoca non arrivava al 2%). È solo un diario di viaggio, dopotutto. Eppure appare così denso di misteri che è un’opera tanto semplice quanto profondamente insondabile. 

Così anche per la Vendifumo: una birra che appare avvolta da una certa nebbia, come se l’affumicato creasse l’illusione di allontanare chi la beve dalla sua essenza. Ma che, aldilà di ogni cosa, è si presenta per quello che è: un’altra geniale etichetta del Dr. Barbaner

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