Uk: birrifici in un limbo fiscale, associazioni preoccupate

Ormai da un anno il tesoro britannico ha annunciato delle modifiche allo Small Breweries Relief (SBR), un sistema fiscale in base al quale i piccoli produttori di birra pagano un’imposta proporzionata, rispetto ai giganti industriali che dominano il settore. Da luglio 2020, però, i birrifici inglesi vivono in questo limbo fatto di incertezza su cosa accadrà nel futuro. 

Attualmente i birrifici più piccoli del Regno Unito pagano il 50% del dazio se producono meno di 5.000 ettolitri (hl) all’anno, più o meno equivalenti alla fornitura di 15 pub per un anno. Secondo le nuove proposte del Tesoro, però, la soglia del 50% sarà destinata a chi produce meno di 2.100 hl. Le modifiche allo SBR potrebbero costringere più 150 birrifici artigianali a pagare delle tasse fino a £ 44.000 in più, portando inesorabilmente alla chiusura di molti di questi e limitando un settore fervente e rinomato quello della craft beer inglese. “Lo Small Breweries Relief è fondamentale per la sopravvivenza dei produttori di birra e ora abbiamo affrontato un anno di incertezza senza sapere quando verranno apportate modifiche o quanto dovranno pagare in più i produttori di birra” Ha affermato l’amministratore delegato della Society of Indipendent Brewers (SIBA) James Calder. 

Il momento non è proprio dei migliori per un aumento delle tasse ai birrifici, dato che il settore ha subito un inevitabile rattrappimento dovuto alle serrate del Covid. 

Nel prendere in considerazione le riforme allo Small Brewers Relief” commenta Nick Antona, presidente di CAMRA, “il Tesoro non ha considerato i problemi di mercato che affliggono i piccoli birrai e si è basato solo sui dati dei costi di produzione. Ciò potrebbe avere un impatto devastante sulla scelta dei consumatori se i piccoli produttori di birra falliscono o non possono crescere in futuro.” 

Il coro di protesta delle associazioni britanniche è unanime, chiedendo al governo di ripensarci per non vessare ulteriormente un settore che vuole riprendersi dopo le lunghe chiusure. 

Così James Calder, SIBA: “Esortiamo il Cancelliere a sostenere il settore e a fornire la certezza di cui abbiamo bisogno non riducendo lo SBR per i birrifici sotto i 5.000 hl”. In coro anche CAMRA, che in parte riprende quanto già affermato da Calder: “La situazione per i piccoli produttori di birra non è cambiata e la pandemia è stata devastante per loro. CAMRA chiede al Tesoro di ripensare ancora una volta a questi cambiamenti fiscali, prima che i piccoli produttori di birra chiudano e i consumatori perdano la possibilità di scelta”. 

Richieste accorate da parte delle associazioni, in rappresentanza di un settore da anni tutelato dallo stesso sistema fiscale che ora rischia di farlo crollare. 

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