Asia: mercato emergente della birra post-pandemia

Che la birra abbia sofferto le chiusure della pandemia è un fatto tristemente noto agli appassionati e ai protagonisti del settore. Divieti e restrizioni hanno colpito in particolare il sistema inglese, italiano e colombiano, per non parlare delle leggi che hanno vincolato gli homebrewers in Messico, il tutto confermato da un calo generale del 9% del consumo di birra nei maggiori mercati tra il 2019 e il 2020. Ma ormai siamo nel 2021 da un bel pezzo e la birra sta lentamente tornando a crescere, forse (o almeno questa è la percezione in Italia) toccando dei livelli di consapevolezza maggiori che nel pre-pandemia.

Nel nostro Paese, la birra artigianale sta crescendo, toccando livelli positivi tanto agognati da tutto il settore. Nel resto del mondo, invece, i mercati positivi e quelli in via di sviluppo si trovano tutti in Asia: in Cina la birra ha toccato un calo del 7%, un numero irrisorio rispetto al livello stimato in precedenza, mentre in Giappone ha resistito all’assalto dei ready-to-drink, in grande auge. Sempre in Asia, alcuni grandi marchi come Heineken e Carlsberg sono stati molto attivi in ​​Vietnam e Cambogia, riscuotendo notevole successo di vendita (anche grazie a nuove etichette come la Heineken Silver e la Huda), con IWSR che afferma che proprio questi due paesi saranno nella top 10 dei mercati in crescita tra il 2021 e il 2024. Un altro Paese asiatico in grande crescita lato birra è l’India, dove Heineken ha acquistato da pochi giorni la quota maggioritaria del gruppo United Breweries, AB InBev ha iniziato a produrre Budweiser sul mercato nel 2010 (relativamente da poco), mentre a inizio 2021, Kirin Holdings ha programmato un investimento di 30 milioni di dollari in B9 Beverages, il produttore della birra indiana Bira con sede a Nuova Delhi. IWSR prevede che il consumo di birra in India tornerà ai livelli pre-Covid-19 entro la fine del 2023.

L’Asia, dunque, si candida ad essere il continente più movimentato nel settore della birra, con i grandi gruppi industriali che hanno investito molto nell’aumento della loro capacità di produzione della birra e delle reti di distribuzione. Per quanto riguarda il mondo artigianale, invece, sembra che l’Italia avrà da dire la sua.

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