La Trappe Nillis: anche le trappiste hanno la loro birra zero

Ebbene sì, in mezzo a tanti anni di storia e ai recenti mutamenti del mondo trappista, anche le birre dei monaci hanno la loro birra alcol-free. La notizia arriva dall’Olanda, dove gli impianti De Koningshoeven, che producono La Trappe, hanno partorito la pri ma birra trappista senza alcol: La Trappe Nillis.

Una decisione forse drastica, forse ampiamente ragionata da parte del birrificio olanese. Fatto sta che in tutto il periodo non semplice che stanno vivendo le birre trappiste, questa appare più rivoluzionaria di molte altre (dalle nuove birre di Chimay e Westmalle, fino a Spencer in lattina e Westveleteren che fa delivery).

Sui social e nel mondo degli appassionati c’è già chi grida allo scandalo e chi – quasi – alla blasfemia, oltre a chi, un po’ sconsolato, deve ammettere che si tratta di un prodotto commerciale che andrebbe ad inserirsi in una fetta di mercato in continua crescita.

La scelta del nome de La Trappe Nillis non è casuale: se da un lato appare chiaro il riferimento alla parola latina “nihil” (niente, appunto come l’alcol presente in questa birra), dall’altro v’è una motivazione ancora più profonda e ricercata. Sempre facendo riferimento al latino, la parola “Nilius” indica il fiume Nilo, che per quanto sia celebre in Egitto, ha origine in Uganda, dove si trova un’abbazia trappista gemellata proprio con quella di Nostra Signora di Koningshoeven, e a cui sarà devoluto parte del ricavato della nuova birra zero per aiutare la realizzazione di una serie progetti sul territorio.

L’idea di una birra analcolica potrà non piacere ai più, tantomeno se trappista, ma ci auguriamo che quantomeno il progetto di beneficienza a cui è legata possa mettere d’accordo tutti.

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