La birra per la ripresa economica italiana

Già nel nostro ultimo articolo abbiamo parlato del successo rappresentato dalla birra tra i consumatori italiani, scelta dalla maggioranza come bevanda preferita nei momenti di socialità e non solo. Dati alla mano, nel dopo-pandemia la birra è riuscita a riprendersi in maniera brillante, rappresentando un prodotto di punta per la nostra economia e per il Made in Italy tutto.

La voglia di normalità dei consumatori, unita allo spirito di rilancio dei birrifici, ha fatto sì che il settore artigianale italiano si ritagliasse la sua fetta d’importanza all’interno dell’economia del nostro paese. Se da un lato Bva Doxa ci parla del 42% degli italiani che scelgono la birra, dall’altra Coldiretti ha registrato un aumento dei consumi domestici del 18,4% nel primo semestre del 2021.

Questi dati rappresentano senza dubbio una spinta per la filiera della birra artigianale italiana che diventa sempre più una delle locomotive dell’economia del nostro paese, offrendo lavoro a oltre 140 mila persone. Dopo le chiusure alternate, ristoranti, pizzerie, pub e agriturismi hanno ripreso infatti le attività con un interessante recupero rispetto all’anno scorso. Sempre secondo Coldiretti, la birra artigianale conta circa 550 milioni di litri prodotti ogni anno, trainata da un consumo sempre più attento e ricercato da parte dell’utente finale, anche grazie alle innovazioni in termini tecnici e alle influenze di stile date dal proprio territorio d’appartenenza e dalle tradizioni brassicole europee.

In questo senso, il settore della birra artigianale italiana ha sia beneficiato che agevolato la grande volontà di tornare ai consumi pre-pandemia. Abbiamo parlato a lungo delle difficoltà della filiera brassicola durante la pandemia, ora è tempo di prendersi la boccata d’aria che aspettavamo da tempo.

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